martedì 17 ottobre 2017

Sugar "Se vogliamo a tutti i costi far guadagnare dei soldi agli azionisti speculatori di Soundreef"

Milano, 17 ott. (AdnKronos) - "Io sto dalla parte degli autori e degli editori". Così Filippo Sugar, presidente della Siae, interviene dopo la presa di posizione si Soundreef sulla questione del diritto d'autore in Italia. "Il diritto d'autore -dice all'Adnkronos- non è un mercato, è intermediazione. Non si vogliono favorire i protagonisti dell'intermediazione, ma gli intermediati, che sono gli autori e gli editori da una parte e gli utilizzatori dall'altra". L'intervento del Governo ha lasciato la gestione dei diritti alle società collettive no profit, come Siae, escludendo quelle indipendenti come Soundreef, società indipendente che da anni chiede la liberalizzazione . Per Sugar la questione di fondo sta nella concezione della gestione dei diritti come un mercato. "Sostenere che questo è un mercato significa dire una cosa che non c'è nella direttiva, che invece è molto chiara. L'unico grande Paese dove c'è vera concorrenza sono gli Stati Uniti, ma lì tutti gli indicatori, tra cui la capacità di incasso del diritto d'autore, la qualità e la trasparenza, la non discriminazione, sono negativi e peggiori di quelli dei Paesi dove c'èmonopolio". Secondo il presidente Siae "forzare il mercato significa privilegiare l'intermediatore. Se vogliamo a tutti i costi far guadagnare dei soldi agli azionisti speculatori di Soundreef allora facciamo un mercato, ma andrà a danno di editori, autori e utilizzatori". Il monopolio italiano per Sugar "non è un'anomalia, è una storia che si racconta per far leva sull'ignoranza su questo tema", sostiene. "Il diritto d'autore in Europa è monopolio di fatto ovunque. In tutti i Paesi ci sono leggi che limitano la concorrenza e i soggetti che operano devono essere in qualche modo autorizzati da diverse entità governative. Ciò che ha fatto il Governo negli ultimi mesi è stato ragionevole".