domenica 24 aprile 2016

Diritto d'Autore, gli On.li Rotondi e Rampi sanno di cosa parlano. Tutto il resto è qualunquismo.

Riportiamo di seguito il resoconto degli interventi dell'On. Gianfranco Rotondi (PdL) e dell'On. Roberto Rampi (PD) durante l'Assemblea Seduta n. 611 di giovedì 21 aprile 2016, poiché degni di nota.

ROTONDI: "Signor Presidente e colleghi, una osservazione sul complesso degli emendamenti per una questione che considero politica. Il testo fa riferimento ad una esenzione che riguarda la corresponsione dei diritti d'autore per spettacoli inferiori a cento persone. Naturalmente sorvolo sulle questioni di costituzionalità che pure potrebbero essere poste ma osservo che materialmente è impossibile accertare di volta in volta se vi sono più o meno di cento persone a uno spettacolo e pertanto l'unico modo che la SIAE avrebbe per esser sicura di non chiedere ciò che non è dovuto è esentare tutti i locali con una capienza inferiore a cento persone. Questo comporterebbe un minore introito calcolabile tra i 36 e i 50 milioni di euro. La perdita secca per questa azienda, che si è convenuto ancora, con il voto di stamane, essere esclusa dalla definizione di ente pubblico, di questi 36-50 milioni, sarebbe approssimativamente sugli 11 milioni, con un mancato introito da parte dei mandatari approssimativamente calcolabile sui 5 milioni; a ciò si aggiunga che, in modo confuso, si fa riferimento comunque a un dovere di corresponsione dei diritti agli autori da parte della SIAE, che aggrava ulteriormente la perdita di circa 30 milioni di euro. A questo punto dobbiamo ipotizzare un costo sociale a grandi linee di 100 dipendenti in meno e un rischio di sopravvivenza per il 35 per cento dei 500 mandatari. Quindi, per una normetta della quale sinceramente non si scorge l'utilità sociale, perché dubitiamo che si metta in ginocchio l'economia delle piccole manifestazioni per il pagamento dei diritti di autore allo spettacolino, per questa incomprensibile. ragione si affligge sul piano sociale una platea di persone che vivono del proprio lavoro o di lavoratori dipendenti che rischiano il proprio posto di lavoro, introducendo persino il rischio che sia la stessa SIAE a crescentemente valutare se, in definitiva, gli convenga ancora questa competenza esclusiva di fronte a un quadro che segnala da un po'di tempo a questa parte e in maniera addirittura violenta con questa norma un'aggressione a questa azienda, con il dubbio – è la considerazione politica con cui concludo – che sia la linea di questo Governo: ove c’è qualcosa che funziona o se ne impadronisce o la smantella".

RAMPI: " Presidente, solo per ribadire che il lavoro che citava l'onorevole Capezzone, approfondito e lungo, è stato fatto ed è stato fatto in questi mesi in Commissione e anche in quest'Aula in un dibattito che, come spesso succede nei dibattiti generali, non è molto partecipato. E anche gli interventi di questi ultimi minuti dimostrano una cosa e, cioè, che quella proposta è una soluzione di grande equilibrio che prevede due aspetti assolutamente non scontati che il Parlamento ha voluto fare, ovvero inserire un emendamento lungo, corposo, dettagliato, che prevede una riqualificazione delle modalità di raccolta e di tutela del diritto d'autore. Infatti, è un errore ed è una superficialità confondere il diritto d'autore, che è un diritto sacrosanto, importante, che è un diritto che riguarda il lavoro creativo, cioè pagare il lavoro delle persone e fare in modo che le opere esistano, perché se non paghiamo chi crea le opere, le opere non esisteranno più, con una tassa, cosa che non è, e con problemi di gestione della raccolta del diritto d'autore che noi in maniera puntuale e anche molto rigorosa esplicitiamo in questo emendamento, provando a indicare in maniera molto netta una soluzione per risolverli, per risolvere quei problemi e per indicare una serie di realtà e di situazioni in cui è giusto prevedere un'esenzione del diritto d'autore. Quindi, c’è modernità, c’è innovazione, c’è attenzione, ma c’è anche la volontà di evitare che salti la tutela del lavoro di chi lavora nella cultura e nella creatività. Infatti, noi dobbiamo certo, ad esempio, permettere che ci siano concerti di ragazzi giovani o concerti in realtà sotto i cento posti e favorire questo riducendo quel costo. 

  Ma dobbiamo anche fare in modo che ci siano gli artisti che ricevono il loro diritto d'autore e che, quindi, ci sia qualcuno che possa suonare, che possa scrivere delle canzoni, che possa fare dei pezzi di teatro, altrimenti per difendere una cosa uccidiamo tutto il resto. Fare pasticci in questo settore è maledettamente sbagliato. Questo è un ottimo punto di equilibrio e credo lo dimostri il fatto che abbiamo sentito posizioni opposte, da una e dall'altra parte e di solito, quando sia ha contro da una e dall'altra parte, vuol dire che si è trovata una buona soluzione intermedia di Governo".

lunedì 18 aprile 2016

Camera dei Deputati: l'On. Francesca Bonomo replica ai Mandatari.

Roma 18/04/2016: l'On. Francesca Bonomo, a seguito della lettera dei Mandatari aderenti ad A.I.D.A. ha replicato, nell'ambito dell'Assemblea Seduta n. 608 di lunedì 18 aprile 2016, come segue:

"[...] Con riferimento ai mandatari territoriali, sono convinta che la maggior parte di loro, che opera con professionalità e competenza, sarà soddisfatta dall'introduzione di modalità trasparenti di selezione pubblica e dal rafforzamento dei controlli sul loro operato. Queste previsioni, in linea con quanto previsto dalla normativa europea, sono anzitutto il modo migliore per tutelare i più da chi, invece, non svolge correttamente il proprio lavoro e soprattutto per garantire una parità e un'uniformità di condizioni su tutto il territorio nazionale".

VIDEO INTEGRALE dell'Assemblea Seduta n. 608 di lunedì 18 aprile 2016

RESOCONTO STENOGRAFICO dell'Assemblea Seduta n. 608 di lunedì 18 aprile 2016

mercoledì 13 aprile 2016

A.I.D.A. REPLICA agli Onorevoli Deputati. Noi Mandatari SIAE esempio virtuoso.

Agli Onorevoli componenti della XIV Commissione Politiche dell’Unione Europea
Agli Onerevoli componenti della Commissione Cultura
On. Dario Franceschini – Ministro per i Beni e le Attività Culturali

Sovente negli ultimi mesi, alcuni deputati - anche a margine degli interventi del Presidente SIAE e del Ministro per i Beni e le Attività Culturali - hanno attaccato ferocemente i Mandatari SIAE con insinuazioni ed affermazioni che, oltre ad essere prive di ogni logica, buonsenso ed approfondita conoscenza della nostra professione e ancor più grave della materia, sono fortemente lesive della già complessa professione ma ancor più della nostra dignità.

E’ il caso di ricordare che questi Mandatari, lavoratori autonomi con tutti i limiti del lavoro autonomo - senza ferie, malattia, straordinari, maternità, disoccupazione e quant'altro - creano 1.200 posti di lavoro e versano all'erario oltre 15Milioni di euro in imposte dirette e contributi generando, anche, un indotto di circa 3,6Milioni di euro l’anno. La maggior parte di noi lavora 365 giorni l’anno, festivi compresi, cercando di applicare con etica, professionalità ed autorevolezza la Legge e le disposizioni del Mandante, anziché stare con le proprie famiglie.

Nel resto d’Europa, dove i deputati conoscono la materia e le dinamiche ad essa associate, i nostri "colleghi" vengono supportati, valorizzati e tutelati. Sorprende sentire gli Onorevoli accusare noi di essere una rete di incompetenti e meri raccomandati, anziché un esempio virtuoso.
Questi deputati invece di lanciare slogan “accatta-voti” o di favorire società di collecting estere loro sponsor “accatta-voti” dovrebbero, se credono in quello che sostengono, fornire pubblicamente, senza cadere nel qualunquismo o peggio ancora nella dietrologia, fatti e circostanze e stimolare urgentemente le competenti autorità per verificare la legittimità o meno di quanto asserito e la regolarità dell'acquisizione di ogni singola posizione lavorativa.
Oppure, questi Onorevoli, potrebbero passare qualche giorno nei nostri uffici per toccare la realtà con mano anziché dare fiato alle corde vocali.

Noi siamo professionisti e lavoriamo con coscienza, pronti a difendere fino in fondo la nostra dignità ed il nostro lavoro, ci rendiamo disponibili al confronto pubblico ma ci sottraiamo alla bagarre mediatica scatenata su conoscenze acquisite sui social network o su discutibili blog di parte.

Associazione Intermediari Diritto d'Autore

venerdì 8 aprile 2016

Giu' le mani dalla Creatività e dai posti di Lavoro

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato congiunto delle sigle Slc Cgil, Fistel Cisl Siae, UilPa Siae, Confsal Cada Siae, Cisal Siae, Ugl Comunicazioni Siae, UilPa-Mandatari, Ugl Mandatari, Snaam Felsa Cisl.

On. Michele Bordo
Onorevoli componenti della XIV Commissione Politiche dell’Unione Europea
On. Dario Franceschini – Ministro per i Beni e le Attività Culturali
Loro Sedi


Egregi Signori Onorevoli e Signor Ministro,

le scriventi OO.SS., nel prendere conoscenza dell’emendamento governativo n. 14035, che introduce l’art. 14 bis, esprimono forte preoccupazione in merito al contenuto di cui al punto 1 lettera l), laddove vi è una previsione di riduzione/abbattimento di talune tipologie di tariffe autorali.

A tal riguardo, si segnala che da una prima valutazione di carattere economico si riscontra un impatto in termini di calo dei proventi per diritti d’autore quantificabile in quasi 50 milioni di euro, con un danno incalcolabile per tutto il mondo della creatività ma soprattutto per i giovani che teoricamente si vorrebbero tutelare.

Si introdurrebbe infatti l’insano principio che agli esordienti il diritto si può anche non pagare, minando fra l’altro l’intera struttura della SIAE, che dovrebbe fortemente ridimensionarsi, indebolendo proprio quella raccolta del diritto capillare ed analitica che viene invece auspicata al punto f) dello stesso emendamento.

Nel testo ci sono anche evidenti illogicità, come la previsione che SIAE debba compensare il pagamento del diritto di autore e persino del diritto connesso (che non distribuisce) nel caso un decreto ministeriale predisponga la sua esenzione!

Se tale Emendamento venisse approvato senza la cancellazione della lettera l) oltre al danno per gli autori si metterebbero a rischio centinaia di posti di lavoro dell’Ente, con il risultato che la SIAE non sarebbe più in grado di competere a livello europeo nel mercato della creatività, esattamente il contrario di quanto dichiarato dal signor Ministro.

Le scriventi OO.SS. esprimono pertanto l’auspicio che in sede di esame del provvedimento, tale comma venga rimosso.

Certi di una sicura comprensione dell’apprensione che provoca nel mondo autorale e nei lavoratori dell’Ente l’ipotesi di approvazione tout-court del suddetto provvedimento, rimangono in fiduciosa attesa delle Loro determinazioni.
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Altre fonti:
RASSEGNA.IT
ADNKRONOS
SLC-CGIL.IT
AGENPARL.COM