domenica 22 aprile 2018

Diritto d'Autore, Quale Futuro? Lettera aperta dei Professionisti Intermediari Diritto d'Autore (A.I.D.A.)


Messaggio della Associazione Italiana Intermediari Diritto d'Autore (A.I.D.A.) letto in occasione della Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d'Autore - UNESCO - 2018


Lo scorso anno, in occasione di questa Giornata Mondiale, si è svolto un momento molto importante  a Monza in cui è stata ripercorsa l’intensa storia del diritto d’autore legata alle nuove tecnologie a partire dal 1448 con l’invenzione della stampa a caratteri mobili di Gutenberg, per passare al primo libro digitale distribuito sul primo floppy disk (“Aftnernoon, a story” di Michael Joyce ndr) fino a giungere ad internet ed ai giorni d’oggi. Sottolineando che l’insieme di norme giuridiche che disciplinano il diritto d’autore e l’innovazione tecnologica sono cose inestricabilmente connesse, poiché se non esistesse innovazione tecnologica non esisterebbe diritto d’autore e l’una non è una minaccia dell’altra se la norma giuridica è in grado di evolversi puntualmente. Si è parlato delle minacce alla  difesa del diritto d’autore individuando come antidoto imprescindibile “l’educazione alla legalità”, perché i nostri giovani imparano la matematica, il latino, il disegno ma la materia – che dovrebbe essere la prima materia di studio – ossia l’educazione civica è considerata praticamente meno della religione e dell’educazione fisica.  Siamo più attenti che i nostri figli conoscano bene la biologia e la fisica piuttosto quelli che sono i loro diritti, i loro doveri o come funzioni il sistema governativo del nostro stato, il parlamento, il senato, l’unione europea etc. trasmettendo sempre più difficilmente – e troppo spesso senza alcun risultato - i valori e i limiti dove finiscono i nostri diritti e dove cominciano i diritti del prossimo.

Lo scorso anno non potevamo parlare del presente perché qualsiasi considerazione sarebbe stata priva di attualità e valore perché il governo, il parlamento ed il senato stavano elaborando una legge approvata poi ad ottobre ovvero la 148 del 16/10/2017 che ha modificato la precedente legge sul diritto d’autore, ovvero ha recepito la Direttiva Europea 2014/26 sulla liberalizzazione del diritto.

In questa Giornata Mondiale i più “alti” istituti della cultura mondiale, come ad esempio UNESCO e la WIPO, lanciano un messaggio al mondo per sensibilizzare e/o ricordare l’importanza della letteratura e dei suoi autori e creatori a sostegno dei diritti d’autore.
Noi vogliamo in questa occasione lanciare quest’anno un preoccupato messaggio di denuncia: abbiamo assistito a tutti i lavori parlamentari, a tutti i lavori delle commissioni appositamente istituite, abbiamo assistito alle discussioni ed interrogazioni parlamentari e abbiamo seguito tutti gli eventi creati, sponsorizzati o promossi dai deputati della scorsa legislatura – per la realizzazione di questa legge - e siamo rimasti letteralmente basiti dalla superficialità agghiacciante adottata per discutere il tema (abbiamo ascoltato deputati in commissione cultura paragonare il mercato del diritto d’autore a quello dei bagnini, abbiamo ascoltato deputati che fino al giorno prima si occupavano di tolettatura di cani sostenere che la SIAE è la camorra, ma la camorra uccide, signori! Non è un gioco la camorra, non si deve scherzare sulla camorra!), non solo superficialità, ma anche ignoranza e allarmante servilismo consigliato dal calcolo e dall'interesse di singoli o fondi di investimento privati. Una legge che ha portato alla eliminazione dell’esclusiva riconosciuta alla SIAE sul diritto d’autore aprendo le porte a Società purchè non lucrative o governate direttamente dagli aventi diritto.

Nella difesa e raccolta del Diritto d’Autore l’Italia ha un solo campione, al settimo posto al mondo e al primo posto nel mondo per controllo del territorio, ed è la Società Italiana degli Autori e degli Editori, un ente pubblico economico, non lucrativo e governato solo ed esclusivamente dagli Autori ed Editori italiani che scelgono i propri organi sociali, il proprio management e come gestire il proprio patrimonio, attraverso elezioni democratiche, un Ente che costa ZERO allo Stato italiano e ai contribuenti tutti – vigilato direttamente da tre organi, dal Ministero dei Beni Culturali, dalla Corte dei Conti, dall’AGCOM. La SIAE non è una società a se stante, la SIAE sono gli stessi Autori ed Editori italiani. Da qualche anno gli stessi Autori ed Editori hanno ripreso in mano la loro Società tirando fuori la politica dalle loro stanze, non rispondendo più a logiche clientelari per il politico di turno; è diventata la casa di vetro che tutti auspicavano desiderosa solo ed unicamente di tutelare gli Autori ed Editori di tutti i repertori e di qualsiasi peso culturale ed economico, con efficienza, trasparenza e con un peso contrattuale sufficientemente forte per far emergere una categoria debole e continuamente minacciata da innumerevoli circostanze.
Ma in questo contesto una Società Inglese – non soggetta agli innumerevoli  e giusti  controlli come quelli operati sulla SIAE, ha spinto particolarmente, mossa ovviamente da interessi economici poiché finanziata e sostenuta da forti fondi di investimento privati che hanno probabilmente interesse a lucrare sul sistema culturale italiano, hanno spinto nei confronti della politica per ottenere l’abbattimento dell’esclusiva SIAE e ci sono riusciti attraverso un complesso sistema di strategia comunicativa che dal 2011 ad oggi ha sfruttato il malcontento e fornendo informazioni verosimili attenzione non vere – VEROSIMILI –– con il placido consenso di giornalisti e blogger poco informati sul tema e più attenti a scrivere articoli acchiappa click - facendosi strada e raccogliendo consensi dei disinformati, una su tutte: hanno sostenuto che poiché 11.000 autori italiani usufruiscono dei loro servizi e/o hanno lasciato la SIAE per i loro servizi era doveroso che il Governo si occupasse dell’esclusiva della SIAE abbattendola, tuttavia sulla base di uno studio – che ci risulterebbe mai smentito - condotto dalla KOPJRA, società indipendente di tecnologie legali – di questi 11.000 iscritti il 45,5% non ha mai depositato alcun brano, il 33% ne ha depositati più di 4 ma solo il 6,5% ne ha depositati più di 20 questo perché chiunque poteva registrarsi al loro sito ed essere conteggiato come autore. Non è questo un inganno? Come la notizia che i loro big, ossia FEDEZ, Gigi d’Alessio e Ruggeri sono usciti da SIAE per andare con loro perché più bravi, omettendo però di dire - in prima istanza - di aver pagato ricchi anticipi per convincerli al passaggio. Hanno sempre sostenuto, accreditandosi, che i loro servizi per gli autori sono più trasparenti ed efficienti di quelli della SIAE ma noi diciamo che è empiricamente evidente che non fanno nulla di quello che fa la SIAE, sono sistemi completamente diversi che producono servizi totalmente diversi che non dovrebbero essere minimamente paragonati, non sono migliori, fanno tutt’altro, ma su questo punto – per non tediarvi - vi rimandiamo al nostro sito www.associazioneaida.org e su un interessante blog che si chiama Diritto d'Autore NEWS o sui nostri social.

Ma non è finita qui, noi tecnici del diritto d’autore, delle dinamiche ad esse connesse, conoscitori del sistema SIAE e del sistema della Società Inglese, ovvero persone appassionate e ben informate, siamo rimasti pietrificati per esempio vedendo l’atteggiamento di alcuni deputati della commissione cultura – che si occupava del tema -  faccio un esempio su tutti: una deputata in un incontro pubblico in cui si sarebbero dovuti confrontare il modello SIAE e il modello anglosassone, nel momento in cui l’Avvocato PAOLO AGOLIA, che è il Direttore dell’Ufficio Legislativo e Rapporti istituzionali della Società Italiana degli Autori e degli Editori, insomma non proprio il primo arrivato ma una grande mente che da anni si occupa degli affari legali degli Autori ed Editori Italiani, della Società per cui lavora, che è detentore di un bagaglio culturale legislativo incommensurabile, nel momento in cui Agoglia tentava di far comprendere alla platea i motivi per i quali il diritto d’autore non è da considerarsi, poiché grave errore, un mercato come quello della telefonia, del gas, della corrente elettrica – come si sta tentando - perché è pericoloso – tra le altre cose - mettere in mano a persone che intendono lucrare su un diritto sancito per esempio dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione, esso veniva deriso ed interrotto proprio dalla Deputata che sghignazzava con l’Avv. Scorza, legale e consigliere di gestione della Società Inglese. Per non parlare del supporto mediatico concesso ad ogni occasione utile dalla deputata alla Società lucrativa finanziata dai fondi di investimento. Per passare ad un’altra deputata che al cospetto del Presidente SIAE il quale illustrava i passi da gigante della SIAE di ammodernamento tecnologico, turnover e scivoli “senza stragi sociali” per rendere la società più snella e competitiva essa rimarcava la necessità di ulteriori “licenziamenti”, un deputato del PD sottolineiamo. Per non parlare di Emiliano Minnucci (PD) o Andrea Mazziotti proveniente da Luiss – ecco la Luiss è spesso ricorrente nei temi legati alla Società Inglese.

Per poi giungere all’apoteosi, uscita la legge essa sancisce che in Italia possono operare solo Collecting che siano senza scopo di lucro o governate direttamente dagli autori ed editori dunque la Società Inglese – che resterebbe fuori perché lucrativa e non gestita dagli aventi diritti - fonda una Associazione non lucrativa – della quale un utente o un autore però può servirsi solo se iscritto al sito e ai servizi della Società Inglese - i cui organismi sociali sono sostanzialmente la fotocopia, ovvero gli stessi personaggi, della Società Inglese con l’aggiunta di qualche parente e attenzione con l’aggiunta di un deputato PD tale Claudio Mancini – la politica viene sfrattata dalla SIAE e rientra da una società inglese, che risulta essere il braccio destro del Presidente del PD Onorevole Orfini che qualche settimana prima, in visita a LuissEnlab e sotto stesura della legge, elogiava e promuoveva proprio la Società Inglese a scapito della SIAE. Tutto questo è strano? E’ preoccupante!

Infine, concludo. Questa Legge e la superficialità adottata nelle pubbliche dichiarazioni di deputati e senatori,  ha prodotto grandi problemi che in breve tempo incideranno negativamente sul sistema culturale e creativo del nostro paese.
Aprendo ad altre Società gli autori italiani si frammenteranno perdendo potere contrattuale a tutti i livelli, sia nei confronti delle grandi multinazionali, sia nei confronti dei grandi operatori della comunicazione, sia nei confronti dei piccoli utilizzatori che comunque generano introiti vitali. Un dato è allarmante, in questo panorama di incertezza SKY ITALIA, per esempio, non sta’ pagando gli autori ed editori per le loro trasmissioni per il tramite di SIAE, per i film, xfactor, per la musica che trasmettono, etc. Stanno veicolando opere di proprietà di altri, facendosi pagare gli abbonamenti, senza riconoscergli il diritto dovuto e nessuno provvede ad oscurare SKY che nel contempo però vanta pubblicamente un attivo record nel proprio bilancio – ma sul fatto oltre al sostegno degli autori ed editori italiani da Piovani a Vasco Rossi, da Morricone a Tiziano Ferro, da Carlo Verdone a Bertolucci che sono la SIAE assieme ad altri 89.000 autori ed editori è finalmente intervenuta la Magistratura.

Il secondo problema è che qualsiasi utilizzatore d’ora in avanti per poter utilizzare, per esempio musica, mettere una radio, una TV, fare un concertino o un karaoke nel proprio BAR, così come le TV, i grandi operatori di concerti, etc. dovrà chiedere N licenze una per ogni operatore presente sul “mercato” effettuando N pagamenti per ogni operatore presente sul “mercato” rendendo le operazioni di autorizzazione assurde ed eccessivamente onerose. Un esempio dei danni procurati da questa frammentazione, anche di licensing, è il mercato Americano unico esempio di mercato totalmente liberalizzato dei diritti d’autore dove le società sono molteplici ed organizzare un evento è molto complesso ed oneroso e dove oltremodo gli aventi diritti non riescono a percepire quanto loro spetta, un mercato disastroso a cui gli USA stanno frettolosamente cercando rimedio.

Il terzo problema è che la SIAE tutela e gestisce tutti i repertori senza distinzioni, anche quelli che sono solo un costo come il teatro, le opere letterarie e la lirica ma perdendo introiti derivanti dal settore forte che è la musica la Società Italiana non riuscirebbe a tutelare i creativi degli altri settori, questo si chiama solidarietà tra repertori, repertori che non interessano alle Società lucrative perché non ci sono margini di guadagno e che sarebbero quindi destinati ad estinguersi perché gli autori, che dietro un’opera sono molteplici, spesso non noti e che vivono solo dei diritti per poter creare l’opera successiva non avrebbero fonti di sussistenza.

Il Quarto problema sono i posti di lavoro, attaccare la SIAE significherebbe mettere a rischio 1.200 dipendenti italiani, 1.200 famiglie, 500 agenti mandatari che generano altri 700 posti di lavoro oltre l’indotto del tutto rilevante. Automaticamente, attaccare la SIAE, significa mettere a rischio oltre 89.000 autori ed editori, creativi, motore e linfa vitale per il sistema culturale e creativo del nostro paese da sempre virtuoso e fabbrica di sapere.

Potremmo andare avanti all'infinito per analizzare le innumerevoli criticità intorno al tema, intorno ai soggetti, alle modalità e ai rischi oggettivi e lo faremo, non oggi, ma nel futuro prossimo.

Oggi a noi non rimane altro che fare informazione a tutti i livelli, portare a conoscenza dell’opinione pubblica e della politica su cosa è accaduto e cosa sta accadendo, perché lo abbiamo detto lo scorso anno e lo ripetiamo da anni, l’unico antidoto che può rendere un paese forte è l’educazione alla legalità ampiamente inteso, l’unico modo per rendere grande un paese è contrastare il populismo che sottende logiche di calcolo e interessi personali, attraverso l’informazione di qualità. La SIAE è un Ente che funziona ed è una risorsa del paese e faremo di tutto affinché non venga intaccato e
disperso per logiche di mercato sconsiderate e controproducenti per tutti, per autori, editori ed utilizzatori.

Associazione Intermediari Diritto d'Autore.

[ATTENZIONE: LE OPINIONI IVI ESPRESSE NON SONO STATE CONDIVISE CON LA S.I.A.E. E NON ESPRIMONO NECESSARIAMENTE LA POSIZIONE DELLA SOCIETA' ITALIANA DEGLI AUTORI ED EDITORI]