giovedì 5 maggio 2016

COSA STATE FACENDO AI DIRITTI d'Autore? Uno schiaffo a tutti i creativi di qualsiasi settore.

"prevedere forme di riduzione o di esenzione dalla corresponsione dei diritti d'autore riconosciute a organizzatori di spettacoli dal vivo con meno di 100 partecipanti, ovvero con giovani esordienti titolari di diritti d'autore, nonché in caso di eventi o ricorrenze particolari individuati con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, garantendo che, in tali ipotesi, la Società italiana degli autori ed editori remuneri in forma compensativa i titolari dei diritti"

questo è il testo (punto "L") dell'Art. 14-sexies (Principi e criteri direttivi per l'attuazione della direttiva 2014/26/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sulla gestione collettiva dei diritti d'autore e dei diritti connessi e ...) approvato il 21/04/2016 alla Camera dei Deputati.

Un insulto all'intelligenza, uno schiaffo a tutti i creativi di qualsiasi settore e al concetto di diritto del lavoro.
La solita "teoria" all'italiana che fa rabbrividire tutta Europa. Si, perché in nessuno stato membro è previsto un sopruso al diritto del lavoro intellettuale come si rischierebbe di inserire nella legislazione italiana in quelle poche righe. In tutta Europa, anche per manifestazioni di beneficenza o senza scopo di lucro, viene riconosciuto il diritto del lavoro intellettuale e nella maggior parte dei casi addirittura con tariffe più' alte rispetto a quelle applicate oggi in Italia che rasentano l'elemosina (a partire da 10,00€), importi trasparenti pubblicati sul sito dell'Ente; cifre (assai più alte) che la quasi totalità delle società di collecting europee non rendono pubbliche. 

Per non parlare poi della evocata esenzione per eventi con meno di 100 presenze. Sarebbe come autorizzare chiunque a non pagare al ristorante se sono presenti meno di 100 persone, oppure imporre  alla CocaCola di regalare le proprie bibite in caso di eventi con meno di 100 presenze o di beneficenza e non pagare dipendenti in società con meno di 100 clienti. 

E' tutto ancora più assurdo se pensiamo che già esistono esenzioni e riduzioni per il pagamento nell'art.15bis della legge sul diritto d'autore, nonché un sistema di accordi, sconti e di abbuoni, virtuosi ed efficaci, norme non previste negli altri stati membri.

Dunque se questo testo passasse sarebbe implicito che le realtà che operano un evento "senza scopo di lucro" (dietro il quale si nasconde troppo spesso un mondo lugubre e talvolta dannoso per le realtà commerciali) o sotto le 100 presenze non debbano corrispondere nulla che rientri nel diritto privato e del lavoro, non debbano più' corrispondere nulla ai fornitori, né bollette, né tarsu, né occupazione del suolo pubblico, né artisti, né la sicurezza, né i service del palco, delle luci, né i fornitori delle cucine, del gas, dei volantini, dei manifesti, le affissioni, le bibite, le salamelle, le certificazioni per la sicurezza, né le tenso-strutture, né i teatri che affittano, le ville che affittano, gli auditorium,  per poi accorgerci che sono tanti gli attori che vengono pagati, a cui viene riconosciuto il diritto al compenso per il lavoro nella realizzazione di un evento ma l'autore, il creativo, "l'ingegno" no, non va riconosciuto. Ma la beneficenza non si fa con risorse proprie? 

Infine, negli ultimi anni la Siae si è impegnata ad agevolare in maniera consistente ed innovativa giovani e start-up, mentre questo testo fa si che ai giovani esordienti non gli venga riconosciuto alcun diritto. A noi sembra follia ed auspichiamo che il Governo sappia trovare la giusta sintesi nella necessità di semplificare ed adeguare la normativa ai dettami della Comunità Europea senza mettere a repentaglio il sacrosanto diritto dei lavoratori in favore del populismo.