martedì 3 maggio 2016

CEO di S.I.A.E. su caso Fedez. Intervista LA STAMPA

Riportiamo di seguito l'intervista a LA STAMPA di Gaetano Blandini CEO S.I.A.E.

Gaetano Blandini, lei è il direttore generale della Siae. Fedez va via davvero?  
«Pare di sì, ma non abbiamo avuto ancora comunicazione ufficiale. Colpa delle Poste, forse».

Le dispiace?
«Sinceramente sì, perché sono un suo fan, ma non ho capito perché lo fa. Nell’ultimo anno i suoi incassi come autore sono aumentati del 200%, quelli della sua società Zedef del 2000%».

Si è fatto delle idee?
«Sì, ma le tengo per me, sono responsabile anche di altri 80 mila associati».

Fedez ha parlato di innovazione.
«Ma se abbiamo il borderò elettronico da sei mesi ormai…».

E la meritocrazia? Le assunzioni clientelari?  
«Storie vecchie di anni, prima che arrivassi io. Il costo del personale nel 2010 era di 95 milioni di euro, ora è sceso di 7 milioni, tutte le indennità sono eliminate, siamo trasparenti. Avevamo 1363 dipendenti, sono 1239, senza fare stragi sociali. Due o tre sono stati licenziati per giusta causa, abbiamo stabilizzato 44 giovani e abbiamo 20 tirocini. Usando i contenuti da noi tutelati, Google fattura miliardi e in Italia fa lavorare soltanto 30 persone».

E il patrimonio immobiliare?
«Sappiamo gestirlo: di recente abbiamo comprato la casa di Verdi a Busseto e la stiamo ristrutturando per aprirla al pubblico».

Siete stati anche sponsor del Concertone del Primo maggio.
«Abbiamo bilanci così virtuosi che riusciamo a sostenere molte iniziative culturali. Il Primo maggio è la festa dei lavoratori, anche quelli della musica. Ma abbiamo di recente aperto quattro audioteche nelle carceri, sosteniamo gli ospedali pediatrici, aiutiamo chi lotta contro la ‘ndrangheta».

Qual è la provvigione della Siae?
«Per la musica, la parte più importante, è scesa dal 23 % al 16».

Molti soci guadagnano meno di quello che pagano per la quota di iscrizione. Come risponde?  
«I ricavi sono in base agli ascolti, se le canzoni non le ascolta nessuno, quello è il risultato».

Ma la Siae tutela tutti...  
«Abbiamo 127 autori associati per la lirica: da soli sarebbero morti di fame, stare nella stessa società che controlla la musica leggera permette di tutelare anche loro. Raccogliere un euro di diritti dalla lirica costa 7 euro».

Come mai?  
«I controlli si pagano».

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